Casal del Marmo legge

Nel lanciare questa rubrica, ci siamo ripromesse di indirizzarla soprattutto verso il tentativo di infrangere lo spesso muro che separa il carcere dal mondo esterno, perché ci piace pensare alla nostra biblioteca come a un ponte: un luogo di circolazione di idee e pensieri.

Attraverso quel ponte vorremmo far passare non solo il mondo dei libri letti dentro il carcere, ma anche le voci di chi quello spazio lo abita quotidianamente.

Garantire l’accesso alla cultura è il principale obiettivo delle nostre attività di avvicinamento alla lettura, ma è un’azione che rischia di rimanere vuota e priva di senso se non mette al centro lə ragazzə che il carcere lo abitano tutti i giorni. Perché se, come crediamo, fare cultura significa proporre uno sguardo critico sulle cose, allora usare la biblioteca come ponte significa ridare centralità al loro di sguardo: a quello sui libri e, attraverso di essi, anche al loro sguardo sul mondo.


Scala e scaffali della biblioteca dell’IPM di Casal del Marmo

Voci da Casal del Marmo

Estate 2022

“Così incosciente, ebbra di chinotto e salsedine, da non vedere ciò che sembrava assai chiaro agli occhi di tutti. Che la nostra compagnia stava facendo parlare di sé. Che quando parlano, le donne del palermitano, non lo fanno con benevolenza. Una ragazzina acchittata come la figlia dei ricchi Florio, circondata dalla sua corte, fa molto rumore. Cortigiani spaiati, ingombranti, e soprattutto uomini. I miei amici, ragazzi eccezionali – nel senso più neutro del termine, non sono uomini! Siamo poco più che bambini, sputati come cicche incolore dal sistema scolastico, che si godono l’ultima estate di libertà prima di essere calpestati dal sistema universitario.